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mercoledì, 27 dicembre 2006

Striscia sul fianco

urla e scintille

la paura è dietro di noi

e la notte ci attende.

 

Ma se sarai aperta a lei

il mio pensiero sarà il tappeto

sotto le ginocchia pestate

la mia voce il lenzuolo

che coprirà le tue scintille

 

E ci faremo mangiare

dal vortice dell'esperire

indifese e sporche

macchiate della febbre dell'altrove

 

 

Strisciami addosso

mentre i margini straripano

del fuoco che m'invade la testa

Ma se sarai leggera nel buio

io ti raccoglierò

frammento per frammento

travolta d'arsure infinite

sui peccati primordiali

di purezza contaminate

delle nostre velocità avvolte

dal nostro ardore consumate

postato da: inesistenze alle ore 13:45 | link | commenti (3)
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Il destinatario è lo stesso

di molto tempo fa

ma il punto di vista

è completamente capovolto

saltimbanco a testa in giù

 

Hai visto quante favole

beffarde e soddisfatte

si spezzettavano

dalle tue mani inutili

di cemento

sulla mia testa bassa

infrante

Hai visto spiriti e anime

che mi danzavano addosso

curvi sulle smorfie di dolore

dei miei occhi

fronte a fronte

sudore a sudore

mentre mi perdevi

fra i letti infetti

e intatti di spine

li hai visti anche tu

mentre ci sfioravamo

nella nostra imperfezione

imbarazzante

li hai visti passare

ghignando fulminei

fra i nostri corpi

mentre mi canticchiavano

morirai ogni giorno

sul calare dei pensieri

tu morirai

ogni giorno

tu morirai

E nelle ore  attaccati al muro

di spalle a me

dolore di carne

da sola

e carezze spinose

sul collo e la testa

sussurravano ancora

piccolo sputo d'umanità

tu morirai

e dal sangue  e carni sfatte

dalla vagina e dagli occhi

nascerà tua figlia

l'unica cosa che ti resterà

tutto quello che divorerai

il corpo mostruoso

della conoscenza

postato da: inesistenze alle ore 13:37 | link | commenti
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sabato, 02 dicembre 2006

Beata ingenuità

Beata scelleratezza ritrovata a capofitto nel blu dell'aria

A capofitto. All'improvviso.

 

All'improvviso mi volto e ti vedo. La spalla bianca. E i capelli.

Guardo su come bloccata dall'immagine. Penombra fumosa.

Prima in sordina, poi più insistente. Il battito. Più basso e più veloce.

Un movimento, uno sforzo d'ali. Ti giri.

Battito su battito. Profana le profezie, annegando vel vortice caldo, una mano a trattenere i sogni in bilico dal letto.

Una mano piccola a smorzare il respiro, a sussurrare preghiere pagane. E la lingua per leccare il fondo della paura.

Ti veste la penombra fumosa.

E mi svesto di me, mentre dormi, col fiato sospeso a trattene i sogni in bilico dal letto.

postato da: inesistenze alle ore 15:36 | link | commenti (3)
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domenica, 26 novembre 2006

[Salpando per la luna vorrei un libro di Allen Ginsberg che mi ricordi di che materia è la nostra carne. 

Polvere celeste, animale&divina]

Con gli occhi spalancati sulle scritte annacquate e i pensieri diluiti

il muretto di spuntoni le bottiglie di vetro

una mano incollata la fronte il suono il collo un barlume

Con gli occhi incollati alle ossa vibranti da sotto da sotto strisciare di luce da sotto

e perpetue pulsazioni da sotto da sotto incredule infiammate dirompono da sotto da sotto

Incarnata la faccia divina

da sotto il cielo si tocca

inversione del tempo

e negativi di tutti i colori

da sotto il cielo è più vicino

postato da: inesistenze alle ore 18:23 | link | commenti
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giovedì, 23 novembre 2006

Hai mai visto trasparire

La notte appiccicata all’asfalto

Mentre il palpito si riscalda

Mentre il freddo si fa minuscolo

Sotto le parole sfiatate

 

E ora che ne facciamo

Degli intrecci senza sonno

Appuntati sulle mani

Come scollare

I brandelli di noi

passati

Penzolanti dalle teste

Come spegnerli

Nelle ipoteche sui sogni

 

Sei avvolta

Nella musica

Delirante volta del cielo

frantumata e piovente

a quell’ora

gocciola sempre

 

Gocciola sempre

Splendore

Sulla mia tristezza atavica

Guarda bene

oltre il manto della lirica

non ci sono

non c’è molto

solo il fruscio di un pensiero scalpitante

 

Di un’ossessione sdoppiata

Sono il senso di colpa

Di slanci elettrici e allucinati

Il richiamo sibilante

Dei passi falcianti

Solo lo spettro delle orme

 

E pregare

Di non avere

Paura

L’imperativo assoluto

Risuona impeccabile

Tocco per

Tocco per

tocco

 

postato da: inesistenze alle ore 16:56 | link | commenti (2)
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mercoledì, 15 novembre 2006

Keith Jarrett e un po' di leggerezza

 

Sibilla

Sangue meticcio e sporco

Mi svuoti il mondo addosso

E sollevi le punte

Sulla schiena

Altissima e le cascate bollenti

Viola e rosse ad assottigliarsi

In fili attorcigliati sui miei capelli

Dea dei fuochi

Cosa vedi per me, dopo l’inizio delle danze

Quella musica puntellata in testa

E non riesco a cacciarla

E luccica tremenda

Tremenda accende

Sull’anima mia in ombra

Rannicchiata con gli occhi spalancati

Nell’angolo stupefatta

Il tuo sangue si ferma qui

E sono incollata al tetto

E a rovescio, e da qui

Le parole sparse sulle coperte

Sembravo nuvole di zucchero

E i riflessi sulle finestre

Annunciano l’entrata in scena

Del principe del sollievo

E nelle fessure sulle pareti vedo il mare

Il mare dalle tue mani rovesciato

Sulla mia anima il mare inesploso.

Adesso, se vuoi, puoi prenderti i miei occhi,

non mi servono più.

postato da: inesistenze alle ore 18:10 | link | commenti
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lunedì, 23 ottobre 2006

Io e Gulliver Il nano, una notte dell'estate 2006

 

Guarda là, in fondo,

c'è un raggio che ti cerca

cosa stai scrivendo?

Della morte dell'amore dei tuoi canti ritmati

dello sporco della carne delle tue dita attorcigliate

Guarda là, in fondo,

c'è il tuo viso che s'allaga di mare

di ogni dio che ti perseguita

con i tuoi peccati

e del naufrago con te

Guarda là guarda là

cosa stai scrivendo?

Di visioni di cui ridiamo

del cappello e le monete

del mio tempo che non guarda

del succhiare di queste parole

Guarda là, c'è un'alba che viene a soffocarci

Cosa stai scivendo?

postato da: inesistenze alle ore 19:33 | link | commenti (1)
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Decessi delle tue filastocche

malleabile e tortuoso

cosa ridi delle mie scarpe

che ti passano addosso

e perchè t'increspi

ti gonfi e ondeggi

al mio passaggio

e tocchi la fronte

di chi mi è accanto

perchè i decessi

e le gocce di luce

ad invitarmi a proseguire

perchè proseguire

al prezzo del risveglio brutale

dalla culla e dalle braccia

che mi riparano la fronte

perchè invitarmi ad andare

tra le deviazioni e le chiamate

tra il quadro di mirò e la conoscenza

fai in modo di non farti mai vedere

ma se è me che hai scelto

sarò io a venirti incontro

postato da: inesistenze alle ore 19:27 | link | commenti (1)
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sabato, 21 ottobre 2006

Strawberry fields...Nothing is real

 

(Campi Di Fragole All’infinito

 

 

Lascia che ti accompagni

Perchè sto andando ai Campi di Fragole

Niente è reale e niente per cui stare in attesa.

Campi di fragole all’infinito

 

Vivere ad occhi chiusi è facile

Fraintendendi ciò che vedi,

Sta diventando difficile essere qualcuno ma si risolverà

Non mi interessa molto

 

Lascia che ti porti con me

Perchè sto andando ai Campi di Fragole

Niente di reale e niente per cui stare in attesa.

Campi di fragole all’infinito

 

Penso che non ci sia nessuno nel mio albero

Voglio dire, deve essere alto o basso, sai non puoi metterti in sintonia, ma va bene

Cioè penso che non sia così male

 

Lascia che ti porti con me

Perchè sto andando ai Campi di Fragole

Niente è reale e niente per cui stare in attesa.

Campi di fragole all’infinito

 

Sempre, non qualche volta, penso di essere me

Ma tu sai che so quando è un sogno,

penso di sapere che, intendo un ' sì ' ma è tutto sbagliato

Cioè penso di non essere d’accordo

 

Lascia che ti porti con me

Perchè sto andando ai Campi di Fragole

Niente è reale e niente per cui stare in attesa.

Campi di fragole all’infinito

Campi di fragole all’infinito)

the beatles

postato da: inesistenze alle ore 20:50 | link | commenti (1)
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venerdì, 06 ottobre 2006

Asling

Hai lasciato degli stracci di parole che si attaccano al letto.Anche qui.

Non ho più verbo per me, gli aggettivi sono rimasti

nella fessura fra la finestra e il muro

da cui mi passavi le sigarette.

Hai divorato la parete

mi hai riso in faccia

e lanciati in aria i resti

stelline di pensieri luccicanti

perchè mi si scongelassero gli occhi

e la mia banalità

mi sembrasse più unica

E il cuore buio

delle bestie della nostra strada

l'abbiamo divorato a graffi

e ululati - e l'abbiamo ancora qui

per ricordare la macchia,

per marchiare a fuoco il nome

Ma le tue mani erano aria

nella luce sforzata di una finestra troppo piccola

e le tue risate scioglievano la poesia a milligrammi

in un dormiveglia acido

E ora non ho più verbi per me

nè per nessuno

e il mio cuore è di un bianco vomitevole

e la danza delle mie non parole

è ancora sepolta sotto le tue risate

[Sorellina mi manchi ("Remember, you promise me...I'm dying, I'm dying, please,I need to be under your skin"Hole)]

postato da: inesistenze alle ore 15:50 | link | commenti (2)
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